La realizzazione di collegamenti ad incastro tra i pilastri e le travi permette di ottenere telai più rigidi di quelli realizzati con nodi a cerniera, telai che hanno un comportamento più efficace in presenza di azioni sismiche orizzontali anche di lunga durata.
La nuova normativa tecnica NTC 2008, entrata in vigore definitivamente il 1 luglio 2009, prevede la realizzazione di collegamenti inelastici fra le travi e  i pilastri dei telai a più piani.

I tecnici del gruppo Sicap, azienda nazionale leader nel settore della prefabbricazione con specifica esperienza nei prefabbricati multipiani, hanno pertanto progettato collaudato e brevettato un sistema di collegamento che soddisfi le richieste di duttibilità ciclica globali e locali (di classe "B").

Il collegamento è di tipo meccanico, ottenuto con dispositivi in acciaio ben ancorati alle membrature da collegare, in cui sono consentite le usuali tolleranze di montaggio che vengono poi annullate, a posa avvenuta, colando una malta cementizia iperconfinata tra i dispositivi stessi.

L'apparecchio di collegamento realizzato è stato dimensionato per telai a più piani, in accordo con le NUOVE NORME TECNICHE (D.M. 14-01-2008), per un sovraccarico di esercizio di categoria e le sollecitazioni sismiche più severe.
L'apparecchio è stato poi provato su sotto-insiemi strutturali a grandezza naturale.

La prima prova è stata realizzata sull'apparecchio stesso più malta cementizia iperconfinata per  individuare e quindi correggere eventuali punti di debolezza. In questa prova si è testata l'affidabilità della malta cementizia iperconfinata.

La seconda prova è stata effettuata su un tronco di pilastro di dimensioni usuali su cui era collegato un tronco di trave anch'esso di dimensioni usuali per testare l'efficacia del collegamento inelastico (rigido).
Il nodo è stato sottoposto a successive sollecitazioni flessionali negative e positive crescenti fino alla rottura, rottura che è avvenuta sulle membrature collegate  e non sull'apparecchio stesso.
Il quadro fessurativo formatosi consentiva di leggere perfettamente l'andamento delle sollecitazioni flessionali imposte.
Il tipo di rottura ha evidenziato l'alto grado di duttilità dell'apparecchio di collegamento.

A questo punto è sorta la volontà di provare l'apparecchiatura di collegamento sul campo ossia su un vero telaio costruito.

Si è pertanto realizzato un telaio a tre piani di maglia 10.0x10.0m con pilastri, travi e solai di produzione corrente SICAP ed apparecchi di collegamento inelastici.

Il telaio è stato quindi sottoposto ad una sollecitazione vibrodinamica che simulasse le sollecitazioni orizzontali derivate da un evento sismico.

La Prova vibrodinamica condotta in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell'Università degli Studi di Perugia, curata dal Prof. R. Balli e il Prof. G. Franceschini che ha realizzato le apparecchiature di prova ha misurato gli effetti sismici sul telaio ed ha quindi certificato la efficacia dei collegamenti realizzati.

Le due superfici di scorrimento dell’isolatore sismico presente nel progetto C.A.S.E. sono realizzate da una superficie in acciaio inossidabile ed una superficie realizzata con polimero termoplastico autolubrificante denominato XLIDE MTF resistente all’usura ed alle elevate temperature.
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nodo strutturale in zona sismica brevettato
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